Il contesto

Dalle decisioni prese ad Ottobre 2017 all’Assemblea dell’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale (WFTO) a New Delhi (India) e dalla sua ratifica dell’associazione italiana di categoria EquoGarantito, deriva che potranno definirsi “Produttori del Commercio Equo e Solidale” anche i Produttori del Nord che si sottoporranno ad un sistema di Monitoraggio del Commercio Equo e Solidale.

Questa nuova apertura ad iniziative etiche locali, ispirate ai valori di dignità e giustizia propri del Commercio Equo e Solidale, unita alla sensibilità per il tema ambientale praticata con il recupero dell’usato, prende il via un filone di riuso creativo, volto ad unire coerentemente le due anime di Angoli di Mondo.

 

I prodromi

L’iniziativa è in linea con alcune esperienze realizzate in passato o ancora in essere, che hanno dimostrato l’elevato interesse dei cittadini per questi valori. In particolare:

Riusame mucho - esposizione diffusa di riciclo creativo

Riparati - nuovi spazi di autocostruzione

Rete Riuso

 

Il progetto

Il progetto si avvarrà di collaborazioni avviate con soggetti selezionati impegnati sul territorio a perseguire le stesse finalità con competenze e background specifici.

Un rinnovamento delle forme per una motivazione che da sempre anima le nostre iniziative:

conoscere le filiere produttive, essere consapevoli di poter scegliere ogni giorno prodotti, testimoni di dignità, riscatto, inclusione e rispetto dell’ambiente, per seguire un filo etico che unisce valori ad azioni concrete, volte a costruire società più eque.

 

L’iniziativa

La bottega di Riviera Tito Livio ospiterà un ciclo di incontri con  i protagonisti di alcune storie che ben incarnano questo spirito: daremo spazio ai racconti della genesi dei loro “esperimenti ad alto tasso etico” e all’esposizione dei loro preziosi manufatti.

 

Concetti chiave:

-arte e creatività come mezzi per raccontare la propria cultura, come pretesto di incontro e occasione di convivialità;

-valorizzazione dei materiali  - valorizzazione delle culture - la diversità è ricchezza - -valorizzare le competenze, la creatività, l’esperienza -

-artigianato tradizionale + ricerca e innovazione

-sostenibilità e/o recupero….economia circolare - etica dello stile

-numero limitato: pezzi unici - esclusivi e preziosi (identità!)

 

 

Ciclo incontri ore 18-19.30 Riviera Tito Livio, 46

aprile:

martedi 16 aprile - Il Villaggio Società cooperativa sociale - sartoria da economia circolare

 

sabato 11 maggio - Colores de Sudamerica - artigianato esclusivo sudamericano

 

venerdi 7 giugno - Adeline Demanou - handmade al sapor di Camerun

 

Il ciclo si concluderà simbolicamente con un evento a settembre a Cittadella (data da definirsi) per raccontare le evoluzioni in atto. La riflessione verrà affidata alla performance “Shame in Italy: Diritti? No, grazie” di e con Simona Argentieri, ispirata alle tematiche della Campagna Abiti Puliti.


 

Fashion Revolution Week  - 22-28 aprile

Non è un caso che il lancio del progetto avverrà in prossimità della fashion revolution week, settimana dedicata ad una campagna internazionale di sensibilizzazione sulla filiera della moda, promossa a seguito del drammatico crollo di Rana Plaza il 24 aprile 2013 in cui sono morte 1133 persone.

Perchè ci si interroghi su cosa c’è dietro il mondo della moda: quali sono le conseguenze del consumismo sfrenato, della fast fashion? di quale sfruttamento e di quali violazioni gravi le grandi catene, così come i marchi di alta moda, si rendono colpevoli?

Tanto possiamo fare per rendere meno opache le filiere, e pretendere la verità.

chiediamo “who made your shoes, your clothes?”, appello che anche la campagna Abiti Puliti chiede di propagare, rivolgendo il quesito a gran voce ai grandi marchi.

 

 ...Chi sono le 3 realtà?

 

                       

Il Villaggio Società Cooperativa Sociale

 

La Cooperativa Sociale Il Villaggio, operante a Vigonza (PD), nasce con gli obiettivi di accoglienza e inserimento nella società dei richiedenti asilo. Seppur presente da non molto sul territorio, Il Villaggio ha fatto dell’inclusione sociale la sua bandiera: infatti il loro motto è “Demoliamo muri, costruiamo ponti per un mondo di dialogo”, frase che ben rappresenta lo spirito dei soci di abbattere le barriere sociali e far incontrare e conoscere le diverse culture tra loro. Attiva in moltissimi progetti, Il Villaggio propone corsi di italiano, di informatica e di primo soccorso per favorire la ricerca del lavoro ai richiedenti asilo, così come diverse attività pratiche per favorire al contempo la crescita personale e la coesione del gruppo: laboratori artistici (mosaico, Artson, disegno…), agricoltura (sono dotati di serre e campi agricoli), sport.

In evoluzione costante negli ultimi anni, il laboratorio di sartoria ha fatto un passo avanti e si è specializzato in manifatture creative d’economia circolare: un modo per evitare lo spreco e portare nuova vita a stoffe che altrimenti sarebbero state gettate e lasciate al loro destino. I prodotti vengono così dapprima concepiti come idee e poi assemblati interamente a mano dai richiedenti asilo. I risultati sono tutti diversi e tutti realizzati con materiali etnici di recupero: borse, cuscini, centri tavola, grembiuli, pochette, articoli da regalo. Ogni oggetto, oltre ad avere una qualità ineccepibile, sono vere e proprie opere d’arte originali e tutte diverse tra loro.

 

Colores de Sudamerica

 

Colores de Sudamerica nasce dal forte senso di appartenenza ad una terra lontana, dall’amore per la maestosità delle Ande, per gli infiniti orizzonti della Patagonia, per la Foresta Amazzonica e i suoi suoni. Il progetto vede la luce grazie ad Alexandra, la fondatrice, che è nata e cresciuta in Ecuador.  Per permettere una possibilità di sostegno economico al popolo andino, infatti, ha deciso di investire nel vasto potenziale dell’arte artigianale dell’Ecuador. Oggi Alexandra vive in Italia, ma il suo entusiasmo, il suo spirito avventuroso e la sua voglia di conoscere sempre nuove persone e nuove realtà la spinge a visitare le comunità personalmente al fine di stabilire e rafforzare il rapporto con gli artigiani locali.

Colores de Sudamerica nasce dal desiderio di far conoscere la cultura dell’Ecuador attraverso il suo artigianato di alta qualità, prodotto rigorosamente a mano per mantenere vive le antiche tradizioni di questo popolo e realizzato con materie prime ricavate dalle risorse naturali e dalla raccolta sostenibile. A questo fine, Alexandra seleziona e contatta direttamente sul territorio ecuadoriano gli artigiani, che scelgono per le loro creazioni materiali e risorse naturali provenienti dalla raccolta sostenibile e creano pezzi unici curati nei minimi dettagli con elementi etnici propri delle culture indigene, che successivamente vengono proposti sul mercato europeo.

Alcuni modelli in aggiunta vengono prodotti in numero limitato, aggiungendone di fatto un valore esclusivo.

Consapevole e sensibile ai problemi sociali e ambientali, Colores de Sudamerica si distingue per il suo approccio etico e sostenibile, garantendo il rispetto verso le tradizioni culturali locali e facendo in modo che la produzione di artigianato delle comunità rurali, dei popoli indigeni o della singola famiglia, rappresenti un’altra possibilità di sostegno economico.

Quando Colores de Sudamerica incontra Flamingo - un marchio indipendente, caratterizzato dalla voglia di esprimere la creatività senza filtri né limiti - inizia subito una bellissima collaborazione,volta a creare una collezione che arricchisca l’intenso spirito etnico con la contemporaneità italiana. Espressione dell’Handmade in Italy, i prodotti vengono realizzati scegliendo materie prime naturali e ricercando in modo continuo e curioso materiali di recupero e non. Logiche di produzione artigianale, curate nel minimo dettaglio, permettono di ridurre al minimo l’impatto ambientale e favoriscono lo sviluppo sostenibile e il rispetto dell’ambiente: gli accessori proposti si propongono, quindi, in una chiave Ecologically Correct, spesso sono pezzi esclusivi e prodotti in serie limitata.

 

Adeline Demanou - handmade al sapor di Camerun

 

Adeline viene dal Camerun. Si definisce una “sarta per caso”, da quando, in Italia, si è trovata ad utilizzare l’arte del cucito per raccontare sé stessa e la sua terra d’origine attraverso le sue creazioni uniche, che sviluppa in base ai materiali di partenza, per lo più coloratissimi  tessuti tradizionali che seleziona con scrupolo.

Ogni articolo non è la replica di un modello base, ma prende forma dal momento e dall’ispirazione, dalla stagione e dalla specifica conformazione del pezzo.

Diverse le proposte di accessori: borse, orecchini, fasce per capelli, turbanti, collane…

Originale e spiritosa, la bambola di pezza che Adeline e le amiche- che con lei collaborano- confezionano, è vestita con gli abiti tipici del Camerun.

Un aspetto assolutamente da non trascurare per Adeline è la convivialità - elemento centrale in ogni sua presentazione - che per questo è sempre accompagnata da degustazioni e assaggi di prelibatezze, rigorosamente handmade, come il carcadè e le arachidi pralinate con zucchero di canna equosolidale!

Per lei, infatti, le sue creazioni sono solo un pretesto per l’incontro e per far conoscere la sua cultura di appartenenza.