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Antico e popolare gioco da tavolo della Pissotta

Antico e popolare gioco da tavolo della Pissotta

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Caratteristiche

Nuovo e Dilettevole Giuoco Romano o della Pissota.

Antico e popolare gioco da tavolo realizzato da una xilografia della stamperia Remondini del ‘700, una tombola
figurata con 64 simboli astrologici e della cabala.

Editrice Grafiche Tassotti di Bassano del Grappa, Italia.(Ediz. 1990).
Stampe artistiche esclusive, interamente colorate a mano.

Gioco composto da:
– n. 1 Tabellone;
– n. 100 cartelle con altrettante combinazioni;
– n. 64 dischetti per l’estrazione ( + due vuoti per eventuale ricambio).

Per saperne di più:

“L’origine della Pissotta non è conosciuta.
L’idea di questo gioco si trova stampata su un foglio ritrovato a Roma datato alla metà del Cinquecento.
Sono i Remondini che nel 1700 realizzano in xilografia presso la loro stamperia di Bassano questo antico gioco e lo diffondono in mezzo mondo chiamandolo “Nuovo e dilettevole gioco romano”.
La Pissotta precede un altro famoso gioco da tavolo, cioè la “Tombola”. Esso stesso è una tombola con 64 figure al posto dei 90 numeri.

Una volta si giocava alla Pissotta prevalentemente nei “Filò” invernali , cioè quando alla sera ci si trovava nelle stalle o attorno ad un focolare.

Ad ogni numero dei 64 corrisponde una figura simbolo, che tutti alla “chiamata” potevano riconoscere facilmente, compresi i bambini e gli analfabeti. Le 64 figure comprendono infatti figure allegoriche, astronomiche, lavorative, figure di attrezzi da lavoro, animali, frutta e altro., facenti parte di quella società prevalentemente agricola.

Sul termine “pissotta” ci sono varie versioni, ma la versione più credibile è quella di “Persona fortunata” o “Culattona”.

Nelle stalle dove si tenevano questi “Filò”, arrivavano i vicini di casa che si portavano dietro la loro sedia e qualcosa da mangiare assieme e insieme nel tepore della stalla passavano col gioco le lunghe serate invernali.
Le varie figure, ritagliate dalla carta stampata del gioco, venivano incollate con della colla fatta in casa a dei dischi di legno ottenuti segando a fettine un vecchio manico di scopa e quindi messi in un sacco, dal quale il capofamiglia ne estraeva uno alla volta.
All’inizio del gioco si “compravano” delle cartelle che contenevano otto figure numerate. Il ricavato delle cartelle rappresentava il premio di chi vinceva.
Le figure estratte venivano posizionate in un grande cartellone nel loro posto in modo che tutti potevano vederle e controllarle.  Quando la figura estratta era presente nella propria cartella si segnalava quel posto con semi di zucca o con grani di mais o altro. Vinceva chi per primo riempiva la cartella con le otto figure presenti.
Bibliografia: (Bordignon, V. (s.d.). Bassano del Grappa e dintorni.”
Tratto il giorno 06 15, 2021 da bassanodelgrappaedintorni: https://www.bassanodelgrappaedintorni.it/

[Rif.: 673]

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